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D.Lgs. 36/2023 vs LCSP: guida per le imprese italiane che vogliono licitare in Spagna

Di:Icela MartinAppalti pubblici
D.Lgs. 36/2023 vs LCSP: guida per imprese italiane

Le imprese italiane che valutano di partecipare a gare pubbliche in Spagna si trovano davanti a un sistema normativo diverso da quello a cui sono abituate. Il Codice dei Contratti Pubblici, D.Lgs. 36/2023, disciplina gli appalti in Italia con logiche procedurali proprie, mentre la Spagna applica un proprio corpo normativo nazionale di recepimento delle direttive europee sugli appalti.

Comprendere le differenze principali tra i due sistemi non significa memorizzare articoli di legge stranieri, ma individuare i punti di attenzione che un'impresa italiana deve verificare prima di presentare un'offerta oltreconfine. Questa guida si concentra sul quadro italiano, che rimane il riferimento primario per qualsiasi impresa nazionale, e offre indicazioni generali su cosa cambia quando ci si muove verso un altro Stato membro dell'Unione Europea.


Il quadro normativo di riferimento in Italia

In Italia il riferimento normativo principale per gli appalti pubblici è il D.Lgs. 36/2023, noto come Codice dei Contratti Pubblici, entrato in vigore il 1° luglio 2023. Il testo è stato successivamente modificato dal D.Lgs. 209/2024, il cosiddetto correttivo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2024, che ha modificato 69 articoli, abrogato l'art. 109 e introdotto tre nuovi articoli. Ogni impresa che opera nel mercato italiano deve tenere conto di queste modifiche quando verifica requisiti e procedure.

Il Codice italiano definisce con precisione figure come il RUP, Responsabile Unico del Progetto, le soglie di affidamento diretto (fino a 150.000 euro per i lavori e 140.000 euro per servizi e forniture, ai sensi dell'art. 50, comma 1) e i criteri di aggiudicazione basati sull'Offerta Economicamente Più Vantaggiosa disciplinata dall'art. 108. Questi elementi costituiscono la base su cui un'impresa italiana costruisce la propria esperienza di partecipazione alle gare, e la loro corretta interpretazione spetta all'ANAC, autorità di vigilanza e regolazione degli appalti pubblici.

Le soglie comunitarie applicabili dal 1° gennaio 2026, fissate dai Regolamenti delegati (UE) 2025/2150, 2025/2151 e 2025/2152, stabiliscono i limiti oltre i quali si applicano le procedure di rilievo europeo: 216.000 euro per servizi e forniture di amministrazioni sub-centrali e 5.538.000 euro per i lavori. Questi valori sono comuni a tutti gli Stati membri, anche se ciascun Paese li recepisce con proprie modalità operative.

Cosa cambia quando si guarda al mercato spagnolo

La Spagna, come l'Italia, ha recepito le direttive europee sugli appalti pubblici attraverso una propria normativa nazionale, comunemente indicata con l'acronimo LCSP. Non essendo questo il quadro giuridico di riferimento per un'impresa italiana che opera prevalentemente in Italia, in questa sede non entriamo nel dettaglio delle sue disposizioni specifiche: ogni valutazione puntuale sulla normativa spagnola richiede la consulenza di un professionista abilitato in quel Paese.

Quello che è utile sapere, in linea generale, è che entrambi i sistemi derivano dalle stesse direttive UE sugli appalti pubblici, quindi condividono principi comuni come la pubblicità delle gare, la parità di trattamento tra operatori economici e l'obbligo di motivazione delle decisioni di aggiudicazione. Le differenze si concentrano soprattutto sulle procedure operative, sulla terminologia tecnica e sugli enti di vigilanza nazionali. Un'impresa che già utilizza Tendios per monitorare le gare italiane può orientarsi con più facilità anche verso le opportunità pubblicate a livello europeo, poiché la logica di ricerca resta simile.

Per un'impresa italiana, il punto di partenza corretto resta sempre la piena padronanza del proprio quadro normativo nazionale. Solo dopo aver consolidato questa base ha senso approfondire, caso per caso e con supporto legale locale, le specificità di un mercato estero come quello spagnolo.

Come prepararsi partendo dall'esperienza italiana

Nella pratica amministrativa italiana, un'impresa che intende ampliare la propria attività verso altri mercati europei parte generalmente da una solida conoscenza dei propri obblighi documentali. Il DGUE, Documento di Gara Unico Europeo, basato sul Regolamento (UE) 2016/7 della Commissione, è uno strumento comune a livello europeo e rappresenta un buon punto di partenza: la sua struttura è armonizzata tra gli Stati membri, anche se ogni piattaforma nazionale può richiedere integrazioni specifiche.

Requisiti di qualificazione e documentazione

Un'impresa italiana abituata alla qualificazione tramite attestazione SOA per i lavori pubblici, o alla verifica dei requisiti generali e speciali previsti dal Codice, deve considerare che ogni Stato membro applica proprie modalità di verifica documentale. In molte procedure di gara europee, comunque, il DGUE consente di dichiarare preliminarmente il possesso dei requisiti, rinviando la verifica puntuale alla fase successiva di aggiudicazione.

È utile anche ricordare che l'avvalimento, disciplinato in Italia dall'art. 104 D.Lgs. 36/2023, è un istituto di derivazione europea presente, con proprie varianti, in tutti gli Stati membri. Questo significa che un'impresa italiana priva di alcuni requisiti tecnici o economici può avvalersi, secondo logiche simili, delle capacità di altri soggetti anche quando partecipa a gare all'estero.

Pubblicità delle gare e piattaforme digitali

Le gare di rilievo comunitario, sopra le soglie UE, vengono pubblicate sul TED, il portale europeo degli appalti pubblici, che centralizza gli avvisi provenienti da tutti gli Stati membri. In Italia, le gare nazionali transitano invece attraverso le Piattaforme di Approvvigionamento Digitale certificate dall'AgID, secondo le Regole Tecniche v2.0 in vigore dal 1° luglio 2026. La conoscenza di come muoversi tra le fasi del processo di gara pubblica in Italia resta comunque un'ottima base metodologica anche per orientarsi in contesti procedurali diversi.

Strumenti per orientarsi tra gare italiane ed europee

Per un'impresa che vuole ampliare la propria attività oltre i confini nazionali, disporre di strumenti che centralizzano le informazioni diventa un vantaggio concreto. Tendios consente di accedere alle gare pubbliche pubblicate in Italia e in altri Paesi europei da un'unica piattaforma, riducendo il tempo necessario a monitorare fonti diverse come l'ANAC, la BDNCP e i portali regionali certificati.

La ricerca avanzata con filtri per tipo di annuncio, insieme agli alert personalizzati, permette di individuare rapidamente le opportunità rilevanti per il proprio settore, sia in Italia sia in altri contesti europei collegati al TED. Chi ha già familiarità con la ricerca tramite codici CPV troverà naturale applicare la stessa logica di classificazione anche quando osserva gare pubblicate in altri Stati membri.

Anche l'analisi dei documenti di gara con intelligenza artificiale aiuta a orientarsi più rapidamente in capitolati e disciplinari, un aspetto particolarmente utile quando l'impresa si confronta con documentazione redatta secondo prassi amministrative diverse da quelle italiane. Su questo tema, la market intelligence negli appalti pubblici resta uno strumento chiave per valutare in anticipo dove concentrare gli sforzi commerciali.


Domande frequenti su D.Lgs. 36/2023 e appalti in Spagna

Un'impresa italiana può partecipare direttamente a una gara pubblica in Spagna?

In linea generale sì, nel rispetto dei principi di parità di trattamento previsti dalle direttive UE, ma è necessario verificare caso per caso i requisiti richiesti dalla stazione appaltante spagnola e valutare la necessità di supporto legale locale.

Il DGUE italiano è valido anche per gare in altri Paesi UE?

Il DGUE è uno strumento armonizzato a livello europeo, quindi la sua struttura di base è riconosciuta in tutti gli Stati membri, anche se alcune piattaforme nazionali possono richiedere integrazioni specifiche.

Le soglie di affidamento diretto italiane si applicano anche all'estero?

No. Le soglie previste dall'art. 50 D.Lgs. 36/2023 sono valide esclusivamente per gli appalti disciplinati dal diritto italiano; ogni Stato membro applica le proprie soglie nazionali entro i limiti fissati dai regolamenti UE.


Conclusioni su D.Lgs. 36/2023 e appalti in Spagna

Per un'impresa italiana, la solidità nella gestione degli appalti nazionali resta il presupposto necessario prima di guardare a mercati esteri come quello spagnolo. Il Codice dei Contratti Pubblici, con le modifiche introdotte dal correttivo D.Lgs. 209/2024, offre un quadro chiaro su soglie, qualificazione e procedure di aggiudicazione che vale la pena padroneggiare a fondo.

Quando si valuta un'espansione verso altri Paesi UE, gli elementi comuni derivanti dalle direttive europee, come il DGUE e l'avvalimento, offrono un terreno di partenza familiare. Per le specificità di ogni ordinamento nazionale resta comunque indispensabile il supporto di professionisti qualificati nel Paese di destinazione.

Icela Martin

Icela Martin

Copywriter Legale • Appalti Pubblici